|
Nuova pagina 1
I giovani stranieri in Italia
Secondo il
XVIII Rapporto Caritas Migrantes, in pochi anni il numero degli immigrati è
più che raddoppiato raggiungendo quasi i 4.000.000 presenze regolari nel 2008.
Nella
fascia di età che rappresenta il target delle attività del Ministero della
Gioventù rientrano circa 900.000 giovani di cui la metà sono di sesso femminile.
Questo
ultimo dato rende necessario tenere in considerazione la prospettiva di genere e
le specifiche esigenze delle giovani straniere, che sono spesso vittime di una
doppia discriminazione di genere e di provenienza e soffrono maggiormente
l’incontro con la cultura di accoglienza.
Le donne, secondo molte ricerche delle più importanti
organizzazioni internazionali che si occupano dei paesi in via di sviluppo, sono
spesso i motori dello sviluppo e del cambiamento.
Un’altra categoria di giovani a rischio di esclusione sociale è quella dei
minori figli di immigrati che sono attualmente 666.000, che tra
meno di dieci anni saranno più del doppio e che nelle scuole superano il mezzo
milione di iscritti concentrati però nelle scuole materne ed elementari.
Ci sono
poi le 400.000 persone nate in Italia, che non sono immigrate,
non essendo arrivate da altri territori, e, nonostante la rigidità della vigente
normativa sulla cittadinanza, non si considerano stranieri perché sentono
l’Italia come il loro paese. A questi occorre aggiungere i minori non
accompagnati, i giovani maggiorenni che arrivano in Italia per ricongiungimento
familiare, per motivi di studio.
I
minori stranieri residenti sono 767.060, dei quali ben 457.345 di seconda
generazione, ovvero nati in Italia e quindi stranieri solo giuridicamente.
L’impatto con la società di accoglienza, nei delicati momenti dell’adolescenza e
della crescita deve essere sostenuto se si vuole garantire la loro inclusione
sociale.
Il Rapporto della
Caritas/Migrantes mette in evidenza il carattere sempre più familiare
dell’insediamento dei cittadini stranieri e il peso crescente dei minori e delle
seconde generazioni nonché la pluralità dei paesi di origine e delle tradizioni
culturali e religiose che, se da una parte rende più difficile la risoluzione di
alcune problematiche di offerta di informazione e orientamento, dall’altra parte
però, rappresenta una potenzialità per l’integrazione.
Il Progetto AMICI FEI (Azioni per
Migliorare ed Innovare la Cultura dell'accoglienza e dell'Integrazione) che è
promosso dal “Dipartimento della Gioventù” della Presidenza del Consiglio
dei Ministri, è cofinanziato dal FEI - Fondo per l’Integrazione dei cittadini di
Pesi Terzi, gestito dal Ministero dell'Interno – Dipartimento per le Libertà
Civili e l'Immigrazione, quale autorità intermedia, ed è attuato dalle società
Nec’s Medi e Solco per la parte relativa alla comunicazione ed alla
sensibilizzazione sui temi dell’immigrazione e dell’integrazione.
|